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INTERVENTO DA 5-7 MILIARDI SUL CARO BOLLETTE

INTERVENTO DA 5-7 MILIARDI SUL CARO BOLLETTE

All’incontro di Genova del 9 Febbraio tra Mario Draghi ai cantieri del progetto Terzo Valico dei Giovi-Nodo di Genova il presidente del Consiglio ha annunciato un nuovo intervento per ridurre ulteriormente i costi delle bollette e si è detto certo che tutti gli obiettivi del Pnrr saranno centrati anche quest’anno. I tecnici sono dunque al lavoro per mettere insieme le risorse necessarie per un nuovo pacchetto di misure che dovrebbe arrivare, ma il condizionale è d’obbligo, al Cdm della prossima settimana e che giunge a meno di un mese di distanza dal via libera al decreto Sostegni ter, ora all’esame del Parlamento. L’orientamento dell’esecutivo, sembra essere diretto innanzitutto a puntellare i sostegni garantiti alle fasce più deboli. Come si ricorderà, già con le precedenti misure, sono stati potenziati i bonus sociali, vale a dire lo sconto in bolletta previsto per le famiglie con disagio economico e fisico, in modo da azzerare gli effetti degli aumenti di luce e gas. Già nei mesi scorsi, però, era stata anche ventilata la possibilità, poi rimasta nei cassetti, di allargare il novero dei destinatari del beneficio. L’intervento verrà realizzato dividendo la strada percorribile in due binari. Il primo rinvierebbe a una sorta di meccanismo di scambio per cui, a fronte di un trasferimento di energia rinnovabile elettrica “consegnata” al Gse per circa 25 terawattora” e dal Gestore trasferita poi ai settori industriali in difficoltà a prezzi calmierati, questi ultimi si impegnerebbero a investire direttamente, in un arco di tempo prefissato, per realizzare 12 gigawatt di energia fotovoltaico e 5 di eolico attraverso contratti a lungo termine contribuendo così alla decarbonizzazione e al raggiungimento dei target green. A questa misura, che costerebbe circa 3 miliardi di euro annui per il 2022 e il 2023, si affiancherebbe poi l’altro tassello che vale 1,5 miliardi di euro per il solo 2022 e in misura minore l’anno successivo e che riguarderebbe l’incremento della produzione nazionale di gas di circa 3 miliardi di metri cubi l’anno per poi arrivare, anche qui, a una cessione a tariffe controllate ai grandi consumatori industriali di gas. al momento la priorità è recuperare le risorse, partendo dai pochi punti certi: i proventi delle aste Ets (fino a 3,5 miliardi, si stima) e i residui da bonus emergenziali inutilizzati (un altro miliardo). Il resto dei fondi è tutto da rinvenire.

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